venerdì 1 giugno 2012

I diritti della donna rispetto alla nascita dei suoi figli

di Ostetrica Sara Santarelli, da  Ostetriche Libere Professioniste

"Con l’avvento della tecnologia e della medicalizzazione le mamme si sentono usurpate, rapite, umiliate, offese e contrastate e reagiscono a tutto questo con quell’istinto e naturalezza che gli appartiene, mettendo al mondo la vita nel rispetto e nella gioia.
Le donne possono molto, possono tutto, se messe nelle condizioni di dare spazio alla loro femminilità e alla loro naturalezza e fisicità, ascoltando il proprio essere più profondo..
È per questo che nasce la carta dei diritti della partoriente che insieme alle 15 raccomandazioni dell’OMS rafforza avvalla e incoraggia le mamme nell’affrontare consapevoli e coscienti il meraviglioso percorso della maternità e della nascita secondo natura.…le ostetriche hanno il dovere di sostenere le donne nelle loro decisioni, si unisce nelle battaglie, nelle vittorie e ancor di più nelle sconfitte, l’ostetrica è vicino alle donne perche ha fiducia in loro e nelle loro competenze.

Le 15 raccomandazioni dell’OMS:
1. Per il benessere psicologico della neo-madre deve essere assicurata la presenza di una persona di sua scelta - familiare o non - e di poter ricevere visite nel periodo postnatale.
2. A tutte le donne che partoriscono in una struttura deve venir loro garantito il rispetto dei loro valori e della loro cultura.
3. L'induzione del travaglio deve essere riservata solo per specifiche indicazioni mediche ed in nessuna regione geografica si dovrebbe avere un tasso superiore al 10%.
4. Non c'è nessuna giustificazione in nessuna regione geografica per avere più del 10% - 12% di cesarei.
5. Non c'è nessuna prova che dopo un precedente cesareo sia richiesto un ulteriore cesareo per la gravidanza successiva. Parti vaginali dopo cesareo dovrebbero venire incoraggiati.

6. Non c'è nessuna indicazione per la rasatura del pube e per il clistere prima del parto.
7. La rottura artificiale delle membrane, fatta di routine, non ha nessuna giustificazione scientifica e se non richiesto, si raccomanda solo in uno stadio avanzato del travaglio.
8. Durante il travaglio si dovrebbe evitare la somministrazione routinaria di farmaci, se non per casi specifici.
9. Il monitoraggio elettronico fetale, fatto di routine, deve essere eseguito solo in situazioni mediche particolarmente selezionate e nel travaglio indotto.
10. Si raccomanda di non mettere la donna in posizione supina durante il travaglio e il parto. Si deve incoraggiare la donna a camminare durante il travaglio ed a scegliere liberamente la posizione a lei più adatta al parto.
11. L'uso sistematico dell'episiotomia non è giustificato.
12. Il neonato in salute deve restare con la madre ogni volta che le condizioni dei due lo permettano. Nessun processo di osservazione della salute del neonato giustifica la separazione dalla madre.
13. Si deve promuovere immediatamente l'inizio dell'allattamento persino prima che sia lasciata la sala parto.
14. L'allattamento costituisce l'alimentazione normale ideale del neonato e dà allo sviluppo del bambino basi biologiche ed effetti impareggiabili.
15. In gravidanza si raccomanda un'educazione sistematica sull'allattamento al seno, poiché attraverso un'educazione ed un sostegno adeguato tutte le donne sono in grado di allattare il proprio bambino al seno. Si deve invece incoraggiare le madri a tenere il bambino vicino a loro e ad offrirgli il seno ogni volta che il bimbo lo richiede.
16. Si deve prolungare l'allattamento al seno il più possibile e di evitare il complemento di aggiunte. Una madre in buona salute non ha bisogno di alcun complemento fino a 4-6 mesi di vita del bambino.

La Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati ha iniziato a parlare di una sorta dei carta dei diritti della partoriente e del neonato con la possibilità di poter scegliere il parto assistito a casa o nelle case maternità o negli ospedali.

Legge Regionale 27 luglio 1998, n° 22 Diritti della partoriente e del nuovo nato
ART.1
(Finalità)
1. La Regione favorisce il benessere psicofisico della donna e del nascituro durante la gravidanza, il parto e il puerperio; promuove l'informazione e la conoscenza sulle modalità di assistenza al parto e sulle pratiche sanitarie in uso presso le strutture del servizio sanitario regionale; assicura la libertà di scelta circa i luoghi dove partorire, ferme restando le esigenze primarie della sicurezza."
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